La mia psicanalista dice che mi devo innamorare.

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Ho una psicoterapeuta new age. Il suo studio sa di incenso, non ci sono lettini ma poltrone e tappeti con comodi cuscini, e mi ha insegnato a respirare prima che a conoscermi meglio. Insomma, non mi cura la mente. Mi cura l’anima.
Durante i voli pindarici che atterranno su i miei genitori e il loro divorzio, la mia carriera e i sacrifici per diventare (la più) brava, le paturnie e i pezzi da mettere al posto giusto, è arrivata, e lo sapevo che prima o poi avremmo dovuto affrontare l’argomento, la domanda dalla quale pare dipendano le sorti del pianeta, il cambiamento climatico, l’andamento del mercato azionario: “E… L’AMORE?”
E niente. È successo di nuovo, me lo ha chiesto anche il mio guru emotivo. Era giunto il momento di parlarne.
Ha usato altre parole: “Hai una relazione sentimentale al momento?”, ma il nocciolo della questione era lo stesso, i motivi forse diversi, ma il quesito era quello. E poi ha buttato lì “Ne vuoi parlare?”, come se avessi scelta.
Allora ho risposto quello che dovrei rispondere a tutti i ” Una come te non è fidanzata? “, (che poi solo essere messa nel gruppo dei quelli come mi fa girare gli zebedei), le ho detto quello che dovrebbe sentirsi rispondere chi si chiede da quale galassia debba approdare un uomo per avere la mia attenzione, le ho svelato il quarto mistero di Fatima: il motivo della mia singletudine.

Sono single.
E non è per scelta. Non dipende da nessuno. Non è legato a eventi traumatici della mia infanzia. E non mi hanno lasciato all’altare. Non ce l’ho con i rappresentati della categoria maschile, anzi con quelli della mia che cercano di cambiare gli uomini a tutti i costi.
Sono sola, non accoppiata, nubile, o come vuoi chiamarmi, perché ho avuto uomini meravigliosi (quasi tutti) che mi hanno lasciato buoni ricordi, amori pieni di passione, storie meravigliosamente non convenzionali.
Non è per via delle stagioni, le congiunzioni astrali, il mio lavoro, il destino, o i romanzi d’amore, Grey’s anatomy, o le commedie romantiche, è solo perché non è ancora capitato che mi innamorassi irreparabilmente e senza misura, l’unica condizione che mi sono data, è solo perché non lo cerco, o forse non mi trova, è solo che non succede da un po’.

Lei ride.
E io le chiedo perché ride.
– È il più divertente flusso di coscienza che abbia mai sentito!
– Quindi?
– Quindi niente. INNAMORATI. Dovresti innamorarti: saresti una compagna divertente.
Da ora abbiamo un patto: se ci sarà in futuro qualcosa di cui parlare sarò io a farlo. Non mi chiederà più se sono stata impalmata nel frattempo.
A quello ci pensa mia madre!

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