Lettera all’amore della mia vita.

Perdonate l’assenza: è stato un anno intenso. Ma il bello di un Blog è che qui è un po’ come una casa, sai che puoi tornarci in qualsiasi momento e che troverai sempre qualcuno che ti aspetta.
Torno con una delle mie letterine, e con cosa se no?! Questa ha un mittente speciale, e avrò bisogno del vostro aiuto per recapitargli il messaggio, perché ancora non lo conosco.

Caro amore della mia vita,
ti scrivo perché ti stiamo aspettando. Io, mia madre, lo status societario, che prevede che a  quest’ora sia già accoppiata e abbia sfornato un paio di bambini, e tutti i miei follower, ai quali parlo di te da molto tempo.
Tu non mi conosci, almeno non ancora, e io, che sono una persona garbata, voglio darti un aiutino, così quando ci incontreremo saprai cosa fare. E cosa ti aspetta.
Vorrei che sapessi prima di tutto che sarai per sempre il numero due, perché mio fratello Gennaro si è guadagnato il titolo del primo in classifica trentaquattro anni fa, ma rimarrai sul podio, e ti sarà dato un trattamento di tutto rispetto. E poi guarda il lato positivo: non dovrai mai sopportare il paragone con un ex fidanzato!
Sempre per onestà, devo dirti fin da subito che non sono un prototipo convenzionale, mi annoio facilmente, e soffro di paturnie.
Se pensi che sia già abbastanza, e prima di finire la mia lettera ti sarà venuta voglia di trasferirti in Colorado, potrei capirlo, ma siamo appena all’inizio.
Sono anche un po’ maschio, non nell’aspetto, mi curo molto, e metto i tacchi anche col pigiama. Maschio nel senso che non mi aspetto che paghi il conto sempre tu, solo perché questo ti darà il diritto di provarci o di farti perdonare una cosa che sai mi farà incazzare: è un diritto che pretendo anche io. Maschio nel senso che i miei migliori amici sono uomini che si prendono la libertà di essere se stessi, e nessuna “chicchiera da bar” mi scandalizzerà, e nel senso che sono continuamene aggiornata sull’universo maschile, quindi fossi in te mi risparmierei trucchetti sull’arte della seduzione: li conosco già tutti.
So cucinare molto bene, a Napoli ce lo insegnano prima di cominciare a parlare, e nella mia famiglia non c’è nessuno, e dico nessuno, che non abbia questo talento: sei un uomo fortunato. Ma meglio non illuderti: non sono abituata a stare dietro ai fornelli e probabilmente non troverai tutte le sere la cena pronta, anche perché potrei tornare più tardi di te. E tocchiamo subito un’altro tasto dolente (almeno per quelli che ho incontrato prima di te): amo follemente, completamente, ossessivamente, il mio lavo4211ed36dea45dd9fef3aab30076e3ecro (vedi http://www.annachiatto.com). Ho un sogno nuovo a settimana, che poi cerco di realizzare, e faccio di tutto per essere protagonista della mia vita, e i protagonisti, si sa, prendono sempre le scelte più scomode.
Non mi innamoro da tanto tempo, almeno ho creduto di esserlo in questi anni ma invece erano calessi, o avrei potuto esserlo,  ma se la sono data a gambe prima, e a dirti la verità non ho potuto biasimarli troppo, avrebbero dovuto fare lo sforzo di essere coraggiosi e prendersi la responsabilità di una come me, che come avrai capito, non sono un tipo facile. Sono impegnativa e faticosa.
A mia discolpa posso dire che come dote più grande ho quella di esaudire desideri, che rendere felice qualcuno mi sazia e mi riempie, e che per te potrei sopportare la domenica allo stadio, il Natale con i parenti, e le vacanze in agosto.

Farò la mia parte, chi mi conosce sa che sono una puntigliosa e perseverante, ti assicuro che ce la metterò tutta, e darò l’intera me stessa, senza risparmiarmi.
Dovunque tu sia, sappi che io non ti sto cercando, ma ti aspetto, e pretenderò i fuochi d’artificio emozionali, le farfalle pure nel fegato, e una vagonata di romanticismo che Shakespeare al confronto sembri un comico di Zelig.

Non metterci troppo.

Anna

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