le donne. e gli uomini. (quelli sbagliati)

Siamo sempre noi due.
Io e un uomo. Quello sbagliato.
“A te piacciono quelli SBAGLIATI.”
Ho sentito questa litania per anni, e ammetto che ci dev’essere qualcosa di guasto nella genetica femminile, per cui noi siamo attratte dallo stronzo di turno, un pezzo fallato nel cervello femminile per colpa del quale quando siamo di fronte a uno così pensiamo che con noi sarà diverso, o peggio ancora, che noi lo cambieremo. E ammetto anche che per me fino a qualche tempo fa era così.
Ora però sono cresciuta, sono una donna matura capace di prendere scelte sagge. Ora annuso il pericolo e scappo così veloce che manco Forrest Gump!
Perché questo monologo allora?
Perché, nonostante tutto, gira che ti gira, mi piace sempre qualcuno di SBAGLIATO, uno di quelli poco raccomandabili, uno di quelli meglio a perderlo che a trovarlo, che però come li trovo io non li trova nessuno.
Ho capito dove si inceppa il meccanismo: il punto non è che mi piacciono quelli sbagliati, il punto è che le persone non vanno in giro con un cartello che dice:
SONO UNO PSICOPATICO: SOFFRO DELLA SINDROME DI PETER PAN, QUELLA DI NARCISO, E PURE QUELLA DI STENDHAL.  E QUASI SICURAMENTE SONO IMPEGNATO, MA TRANQUILLA: È UN DATO IRRILEVANTE. IL FATTO CHE SIA SEXY, INTELLIGENTE, E UN GRANDISSIMO AMANTE, NON DEVE IN ALCUN MODO RIGUARDARTI: PER FAVORE STAMMI LONTANA! 

304391_10151117719658790_1784589975_nDovremmo essere tutti etichettati, con delle tabelle nutrizionali, come i prodotti al supermercato: oggi compro questi biscotti, contengono solo il 2% di grassi saturi e pochi zuccheri.
Biondo, occhi azzurri, ambizioso e abile seduttore. Passa da un letto all’altro ed è un mammone. No, grazie! Vado al reparto ortofrutticolo.
In questo modo nessuno si sbaglia e tutti sanno quello che prendono e diventano gli unici responsabili della propria scelta.
Perché più indigesto di un uomo sbagliato c’è solo una donna che sapeva esattamente in quale guaio si andava a cacciare, e che poi passa il tempo a lamentarsene.
Quanto meno trovatevi un pretesto valido e abbastanza compassionevole: io per esempio do la colpa a mio padre che se ne andò di casa quando avevo cinque anni.
Povero papà, negli anni è stato la scusa per Andrea, Pedro, Aleandro, Emanuele, Filippo, Antonio…

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