Io, che per me “vegano” era una parolaccia!

pomodoriIo, che la prima relazione amorosa della mia vita è stata quella con i grassi saturi.

Io, che il mio ristorante preferito era McDonald’s.

Io, che per me vegani e vegetariani erano persone affette da strane paturnie e con seri problemi nella gestione dell’esibizionismo.

Io, sempre io, che per fortuna so cambiare idea. E so ammetterlo senza troppi problemi.

Io ho scoperto che chi sceglie questo stile di vita – perché non si tratta solo una di una scelta alimentare! – e si batte per esso non fa parte di una setta, non ha aspirazioni dittatoriali, né è poi megalomane; piuttosto ha una pelle e dei capelli fantastici, ha le analisi perfettamente in ordine, se gli viene la febbre se la manda via con l’aglio – e che importa poi se ci rimette un po’ l’alito –, perché l’aglio è l’antibiotico più potente al mondo, decora le sue ricette con la curcuma, spezia delle proprietà miracolose; beve il latte di soia, che non solo non è male, ma è proprio buono da leccarcisi i baffi.

Chi sono?

Una persona vegetariana è una persona che non mangia animali, di nessuna specie. Non solo per ragioni legate alla salute, ma soprattutto come forma di protesta nei confronti delle orride condizioni nelle quali gli animali vengono allevati, e poi uccisi.
Una persona vegana invece, oltre a non mangiare animali, non mangia nemmeno i loro prodotti – latte e latticini, uova e miele –, poiché anche per ottenere questi prodotti gli animali vengono allevati in condizioni disumane: però, ad esempio, un mio amico vegano mangia tranquillamente le uova delle galline di suo zio, perché dice che lo zio le alleva donando loro cure e premure di ogni genere, quasi fossero le sue figlie.

Cosa fanno?

Quelli che mantengono un regime alimentare all’apparenza così drastico e per certi versi inconcepibile, in realtà vivono secondo una filosofia molto semplice, che io adotto e proclamo da sempre: “Non rompere gli zebedei al prossimo!”

E il prossimo a volte non ha solo due braccia e due gambe, ma può avere anche quattro zampe, due ali, la faccia di un prato, o il colore dell’acqua.capretta

Non sto annunciando pubblicamente che ho eliminato totalmente dalla mia vita il pesce o derivati alimentari – per quello ci vuole coraggio! – sto solo dicendo che sono più sensibile all’argomento e che, visto che sono patologicamente curiosa, mi sono informata sull’argomento.

Non sarò qui di certo a disquisire sugli aspetti salutistici né sui motivi che muovono tale scelta etica, così importante da riuscire a cambiare in meglio il mondo, però ho capito che in questo modo si salvano animali, si salva l’ambiente, si combatte la fame nel mondo, si migliora la propria salute.

E allora io, che mi vanto di avere i super poteri, ci provo. Per adesso lo faccio un po’ per volta, come quando si obbligano le targhe alterne per ripulire l’aria della città per un giorno. Se cominciassimo tutti potremmo dire che ognuno fa la sua parte per migliorare il pianeta.

Non si tratta di salvare il mondo, si tratta solo di renderlo migliore. A volte basta saper cambiare prospettiva, guardare le cose con uno sguardo diverso, e capire che certe lotte vanno condotte sino in fondo, tutti insieme: tra le lotte come quelle per la salvaguardia del clima o contro l’inquinamento, tra le lotte per far sì che nessun bambino – oggi, che siamo anche già andati sulla Luna – muoia più di fame, o quelle che si portano avanti per rendere più felici, sicure e remunerate le vite dei lavoratori, andrebbe annoverata anche la lotta per migliorare le condizioni nelle quali gli animali vengono allevati. Perché sono essere viventi che provano emozioni, proprio come noi. E per questo ultimo compito non occorre essere supereroi: io, che la mia prima relazione amorosa è stata quella con i grassi saturi, ho dovuto solo cambiare la lista della spesa.
raw

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