Al prossimo Gaypride porto mia Nonna

Anna, ma che significa stu’ camìng aut?

È quando un gay dichiara la sua omosessualità al mondo intero.

E che ci sta da dichiarare? Mica devono fare una domanda in carta bollata per essere quello che vogliono? Chi è che ce l’ha tanto con loro?

Gli omofobi. Sono degli esseri starni a metà tra umani e i conigli. Dei codardi, insomma. Con tutto il rispetto per i conigli.

gayloveTeresa. Mia nonna. Ottantuno anni e nessuno stupore né indignazione di fronte a chi ammette apertamente i suoi gusti, e le sue scelte sessuali. Una vecchietta che del mondo ha visto solo Ischia e Pompei, a parte il suo paesino della provincia di Napoli dove vive da sempre. Non si scandalizza quando si parla di argomenti ancora oggi tabù, non si sorprende e non cambia atteggiamento se le porto a pranzo il mio miglior amico con il suo fidanzato, e al massimo mi fa un sacco di domande solo perché è curiosa e vuole capire.

Lei che ha vissuto una guerra, la rivoluzione femminile degli anni settanta, il cambio della moneta, l’invenzione della televisione, del pc e degli smartphone, la proclamazione di una manciata di Pontefici, la caduta e la risurrezione di almeno una ventina di governi, non capisce perché le persone nel 2014 se la prendano così tanto con quelli diversi da loro. Con chi ha deciso di non rispettare delle regole bigotte e ottuse imposte dalla società, non solo per scelta, ma anche e soprattutto per indole naturale.

Che poi l’importante è che se vonne bene, no?

Perché l’importante è quello. Perché in fondo è una cosa semplice.

GAYPRIDEE allora non capisce il perché di questa caccia alle streghe.
Perché quel signore a capo della Russia gli fa la lotta e perché durante l’epoca dell’evoluzione ci sono ancora persone che giudicano, e di conseguenza altre che si nascondono per paura di essere giudicate.
Il perché delle marce, le manifestazioni, gli arresti e di tutto il rumore che ne viene fuori.

Perché se fossimo nel ‘40 sarebbe complicato – mi racconta
A quei tempi due innamorati di nessuna specie si potevano amare liberamente. Io e tuo nonno ci siamo solo guardati per due anni e la cosa più scandalosa che fece fu accarezzarmi una caviglia.
Le persone non si conoscevano e ti mettevi in casa un estraneo: allora sì! erano dolori.

Tanto se uno vuole fare qualcosa di sbagliato lo fa anche se gli viene chiesto di farlo di nascosto.

Perché per lei è semplice. Perché è una cosa semplice.

– Comunque a me questo amico di Stalin nu m’ piac manco nu’ poc.

– Manco a me Nonna!

– Mò piglia il telefono, che non so come fai, ma verimm tuo fratello che sta in Australia.

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