Radical Chic. Tutto il resto è noia.

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Radical Chic: è un’espressione idiomatica, mutuata dall’inglese, per definire gli appartenenti alla ricca borghesia o gli snob provenienti dalla classe media, che, al fine di seguire la moda del momento, per esibizionismo o per inconfessati interessi personali, ostentano idee e tendenze politiche affini alla sinistra radicale.

Così dice Wikipedia.

In teoria. In pratica oggi sono tutti Radical Chic perchè fa figo. Non è per appartenere ad una classe sociale, ad un contesto rivoluzionario. Ma solo perchè è di tendenza e poco importa se si fa un uso impropio di questa espressione che va tanto di moda. E’ irrilevante se ne conosci o no il significato, l’importante è riempirsi la bocca di queste due paroline magiche.

Decalogo per essere un vero Radical Chic anche finto:

L’attegiamento di un impeccabile radical chic è di qualcuno che disprezza l’uomo medio, la cultura tradizionale, i luoghi comuni, l’oleografia del passato. Disprezza anche i buoni sentimenti. E’ dotato di una moderata puzza sotto il naso. Se sei ricco meglio ma devi disprezzare i ricchi. Non è importante conoscere tutto in maniera approfondita ma conoscere tutto. E’ fondamentale sentirsi culturalmente e moralmente superiore a chiunque.

vintageL’ambiente perfetto è essenziale e poco affollato.  Si scelgono oculatamente i ristoranti e i luoghi di ritrovo. Vecchie librerie adattate o ex cantine situate in quartieri ritenuti all’altezza di tale categoria. A Roma le reunion di radical chic prediligono Monti e il Pigneto. Tutti caraterizzati da uno specifico arredamento:sedie e tavolini traballanti e arrugginiti riesumati dalla casa dei nonni, uccelliere che contengono candele anzichè passerotti. Locandina di un film della nouvelle vague, un lume ereditato da chissà quale lontano parente. Ovviamente anche il menù deve essere all’altezza. Si possono bere solo drink “bla bla bla”, ovvero dai nomi improbabili. Quello con il liquore aromatizzato alle spezie o gli infusi di ingredienti misteriosi, i “Boticals” della terra di Albione (per tuti quelli che scelgono l’Aperol c’è la pena di morte) e analcolici a base di zenzero. Panino si! Ma solo Gourmet, con pomodori confit, pane al nero di seppia con creme fraiche. Se scegli il macrobiotico e/o il veganesimo vinci 100 punti e una centrifuga in omaggio.

L’abbigliamaento deve essere rigorsamente trasandato ricercato. Meglio se le mise provengono da mercatini vintage. Puoi indossare una Chanel ma solo se è di 50 anni fa e è appartenuta alla trisavola di una borghese. Un look imperfetto ma studiato che apparentemente sembra spontaneo. Per caso un ciuffo di capelli cascato. Per caso la spallina di un maglione che va giù. Per caso una camicia con le maniche risvoltate. Occhiale con montatura vintage (anche se hai la vista di un falco). Giacchine della nonna e catenina al collo di mammà. Converse e borsa di Prada.rc occhiali

Letture  e attività ludiche consigliate: sono ammessi i quotidiani, meglio se tendenzialmente di sinistra. Un radical chic che si rispetti legge solo Adelphi. Vanno bene i libri usati di  Flaubert, Zola, Verga, Rimbaud, Verlaine, Baudelaire e Svevo.Gli è vietato guardare la Tv perchè è considerata un’attività riservata alla plebe, al massimo può dare un’occhiata ai programmi di Rai3 e la 7, e non dichiarare di aver sbirciato qualche volta Studio Aperto neanche sotto tortura. Il cinema è concesso ma solo per film mattone/ricercato, autarchico, raffinato, di nicchia. Non sia mai vederne uno campione d’incassi.Meglio la cineteca comunale.

Sono ammessi i social ma esclusivamente per criticare gli altri senza l’uso di parolacce.adelphi

Eviterò le declinazioni politiche. Perchè la vita è già abbastanza amara. E mi astengo da quelle musicali per le quali accetto istruzioni.

Insomma tutti vogliono essere Radical Chic a dispetto dell’indignazione di quelli DOC, che sul tavolino di casa hanno sempre una copia dell’Internazionale, scelgono luoghi di vacanza sconosciuti dai nomi improbabili e vista la crisi sono costretti a fare la spesa da Eataly.

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